Anche questa volta ti ritrovo sulla spiaggia
la bocca boccheggiante
mute parole di BAO-BAB.
I cerchi, dilatati e atri,
svaniscono a tratti
tra pieghe sottili come pergamene.
<<E allora?>>.
Ecco strabuzzi lo sguardo di piombo
come a voler gridare: <<Pietà!>>.
Anche questa volta
la mano si muove
ridandoti alla corrente.
Tu felice fuggi via, lontano.
Io ricado sulla terra pesante sospirando:
<<E’ impossibile, per un pesce,
pronunciare le parole “t’amo”.>>.
