STELLE, STARLET E ADORABILI FRATTAGLIE

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Mentre attendo la presentazione dell’ultima fatica di Gaetano Cappelli, gironzolo tra i libri all’ultimo piano della libreria Mondadori del Duomo.

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Subito mi passa in mano questo libro…

“Perché si diventa grassi (e come fare per evitarlo)” di Gary Taubes, edito da Sonzogno. Allan me lo ruba quasi subito e lo acquista con l’implicita regola che dopo averlo letto me lo passerà. Faccio in tempo a rubare qualche scatto…

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Ma ora eccoci alla presentazione… Ci sono poche persone, l’autore è di nicchia. Per fortuna trovo facce amiche, Allan e Camilla! Il libro non l’ho letto, lo ammetto, ma giuro che ci proverò. Ecco una breve summa:” Il giovane Adelchi (omaggio a Manzoni) è figlio di un avvocato illustrissimo. Non vuole seguire le orme paterne ma desidera dedicarsi alla cucina diventando chef. La sua è una cucina che va contro per principio alla contemporanea cucina molecolare per dedicarsi invece alla riscoperta di sapori arcaici. L’autore l’ah definita cucina “neoarcaica”. Come il noto chef basco Martin Berasateguy o il più famoso René Redzepi e il suo Noma, Adelchi va in giro a piedi o a cavallo a raccogliere erbe e odori (un aglio che cresce vicino al cimitero “chietmuort”) per le sue terre, che sono poi quelle dell’autore, la Basilicata. Lo scopo è raggiungere l’ambita stella Michelin che però tarda ad arrivare.

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Questa è la metastoria in un certo senso, all’interno poi si susseguono tutta una serie di eventi e di personaggi alla Fellini o alla Sorrentino. C’è la starlet, appariscente ma un po’ sfigata, il truzzo, il sommellier, la stilista, l’attore, i politici corrotti, eccetera eccetera. Nota interessante: nel libro si parla en passant di ricette e preparazioni che sono poi raccolte in un ricettario alla fine del libro. Sono piatti tradizionali come la “Lagane e ceci”, piatto antico di cui parla già Orazio. Le laganae erano strisce di pasta sottili, sorta di pappardelle, ma più corte e spesse e a base di sola acqua e farina con poco sale.

Gaetano Cappelli è intervistato dal giornalista del Corriere della Sera, Antonio D’Orrico. Il discorso spazia dalle opere giovanili, al cambiamento di stile del Cappelli, un tempo più drammatico e sanguigno ora assai più ironico. Si parla di donne chic e un po’ stronze, stereotipo del Nord, che al Sud non ordinano nulla se non una spremuta e intanto si fanno fuori una bottiglietta intera di olio santo (olio evo piccantissimo per l’aggiunta di peperoncino) con il pane. Oppure si descrivono uomini in cucina nuova espressione del dilagante narcisismo…. e bla e bla e bla.

Alla fine saluto Allan e Camilla, il signor Gaetano e corro da Eataly. Sono le 20 e la fame impera. Qui mi aspettano Daniele con il suo ex collega Riccardo con una barba folta e rossiccia. La sua ragazza, Marina, lavora qui, al reparto fritti… Eataly è sovraffollata, ci muoviamo tra banchi di carne, un pesce fantastico (della scelta del pescato se ne occupa la bravissima Sandra Ciciriello, compagna dell’altrettanto brava chef Viviana Varese che ha riaperto la sua Alice proprio qui, al terzo piano.

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La calca è ingestibile. Per fortuna, al piano terra, la piadineria dei fratelli Maioli di Milano Marittima, è tranquilla. Propongo di affrontare la coda per la pizza con della piadina in mano.

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Recuperate un po’ le forze grazie a un goloso crescione ripieno alle erbette. Ci mettiamo in coda per una pizza. Cosa potevo assaggiare se non una pizza accompagnandomi a due pizzaioli? Siamo fortunati, tutti vogliono sedere al tavolo, noi che ci accontentiamo del banco passiamo. La pizza arriva quasi subito. Ordiniamo una Margherita, una con le acciughe e una focaccia con salmone e bufala. Cosa posso dire? Il forno è a gas, di quelli che ruotano. L’impasto non è male ma un po’ troppo “panoso” e gnucco per i miei gusti. Per carità, le materie prime sono di prima scelta, la farina è del Mulino Marino ma…punto. Faccio fatica a finirla (non è da me, ve lo assicuro!). Usciamo da lì e, dopo un altro girovagare, raggiungiamo la postazione dei fritti. Siamo più che satolli ma Marina ci aspetta. Ordiniamo polpette di manzo de La Granda fritte. Ci regalano anche delle patatine tagliate a mano.

Tutto sommato la mia prima esperienza da Eataly, quella torinese, rimane insuperabile. Ci devo tornare quando ci sarà più calma. Al momento è un’esperienza stressante: troppe stelle e starlet e troppo poche adorabili frattaglie.

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2 pensieri su “STELLE, STARLET E ADORABILI FRATTAGLIE

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