LA TROTA (dello) SPEZIALE

Oggi non ho fretta ma voglio comunque darvi una ricetta semplice assai, golosa e velocissima per preparare una trota (o un pesce bianco di mare a piacere). Sono qui tranquilla a casa, fuori lascio i rumori della città e l’afa di un giugno caldo. Non ho voglia di stare in cucina perché è una delle stanze più calde della casa. Allora, cosa c’è di meglio che fare il minimo indispensabile ai fornelli per potersene stare poi affondati nella propria poltrona preferita, come una brioche zuppa di latte, al fresco della penombra con in grembo il proprio manicaretto? Niente…

I gatti sembrano degli straccetti di pelo, strizzati e gettati qua e là per il corridoio. Pierina alza appena il muso quando estraggo il filetto dal frigorifero. Mi guarda con occhi languidi. Mostrillo invece non dà segni di vita, neanche avesse lavorato in miniera tutta la notte… Ragazzi, mi spiace ma vi siete appena giocati i ritagli, del resto lo dice anche il proverbio: “Chi dorme non piglia pesci!”.

Il burro, come ogni grasso, è un veicolo perfetto per aromi e spezie. Burri aromatizzati, oli al peperoncino, fondi di cottura… perché sono così buoni? Perché sono a base di grassi fusi che hanno incorporato tutti i sapori e gli aromi della pietanza principale in cottura.

La capacità dei grassi di incorporare i profumi la conoscono bene anche i profumieri. La tecnica si chiama enfleurage e trovo che Patrick Süskind lo spieghi molto chiaramente ne IL PROFUMO.

“Era l’epoca dei narcisi. Madame Arnulfi faceva coltivare i fiori in piccoli appezzamenti di terreno suo, […]. I fiori venivano consegnati la mattina presto, li rovesciavano in laboratorio a cesti, a diecimila per volta in fragranti mucchi voluminosi, ma leggeri come una piuma. Nel frattempo Druot, in un grande paiolo, faceva fondere sego di porco e sego di bue in una sorta di zuppa cremosa, nella quale, mentre Grenouille doveva mescolare senza tregua con una spatola lunga quanto una scopa, gettava fiori freschi a palate. Come occhi spaventati a morte, essi giacevano sulla superficie per un secondo e impallidivano nel momento in cui la spatola li spingeva sotto e il grasso caldo li racchiudeva. E quasi nello stesso istante erano anche già afflosciati e appassiti, ed evidentemente la morte sopravveniva così in fretta da non lasciare a essi altra scelta se non quella di insufflare il loro ultimo sospiro odoroso proprio in quell’elemento che li annegava; infatti – Grenouille lo notava con indescrivibile entusiasmo – quanti più fiori spingeva sotto mescolando nel suo paiolo, tanto più il grasso emanava profumo. E in verità non erano i fiori morti a diffondere profumo nel grasso, no, era il grasso stesso che si appropriava del profumo dei fiori.”.

Veniamo alla ricetta della trota:

TROTA ALLE SPEZIE

Ingredienti per 1 persona:

1 filetto di trota da 300 g

1 lime

1 foglia di alloro

chiodi di garofano

pepe di Sechuan

burro

sale

Sciacquate il filetto di trota, soprattutto eliminate dalla pelle quanto più muco possibile passando più volte la mano sulla pelle. Lo so, non è bello scrivere “muco” in una ricetta ma fatto sta che i pesci ne sono ricoperti. Serve loro come protezione, una sorta di crema antisettica per il corpo e le branchie, e anche per poter scivolare meglio nell’acqua: avete mai provato ad afferrare una trota viva con le mani, scivola via peggio di una saponetta bagnata! Tornando alla ricetta, appoggiate il filetto su un piatto o un piano di lavoro e, aiutandovi con una pinza, iniziate a diliscarlo con pazienza. Afferrate le punte delle lische e tiratele via con un movimento secco ed energico (avete mai pensato di aprire un centro estetico?). Adesso cospargete la carne con 1 pizzichino di sale e disponetela in un piatto dai bordi un po’ alti lasciando la pelle all’aria. Coprite con della pellicola per microonde (cercate di non far toccare la pellicola con la pelle) e passate in forno per 4 minuti a 800 watt. Se non usate la pellicola… preparatevi a ripulire il forno, ve lo dico per esperienza!

Recuperate 4 chiodi di garofano e 4 bacche di Sechuan. Pestate le spezie grossolanamente. Spezzettate la foglia d’alloro. Sciogliete 10 g di burro in un padellino. Aggiungete le spezie e l’alloro e, non appena spumeggia, spegnete (il burro non deve diventare nocciola). Estraete la trota, disponetela con cura su un piatto da portata. Cospargete con 1 cucchiaino di succo di lime. Versate sopra il burro alle spezie (facendolo passare attraverso un colino) e servite subito. Potete accompagnare con verdure a piacere. In questo caso ho aggiunto dei dolcissimi pomodorini gialli.

Il burro aromatizzato darà alla carne della trota un piacevole retrogusto speziato. Mi raccomando, alla fine mangiate anche la pelle! L’ho arrotolata sulla forchetta a mo’ di involtino e me la sono gustata… 🙂

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Strani incontri al parco…
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