POLP FICTION!

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Tulear, 23 giugno 1999

Madagascar, Sud-Ovest

Che tortura i trabiccoli a elica! Non ci sento più da un orecchio, che tremenda sensazione! A parte tutto eccomi a Toliara, seconda tappa di viaggio in solitaria. Più passa il tempo e più mi convinco che le città non fanno per me. Tulear è grande, piena di catapecchie e con poche case decenti. Ci sono due grandi viali che la tagliano in due. Uno porta direttamente al mare, riesco a vederlo, è una lunga striscia azzurra. Quanti indiani, pakistani, arabi e donne velate! Pare che anche questa volta dovrò fare la “turista fai da te”, in quanto le agenzie chiedono cifre esorbitanti. A pranzo vado al Maradjah. Non entro nel locale, mi siedo in uno dei pochi tavolini tondi direttamente sulla strada. Ordino un horìta amin’voanìo (polpo al cocco). Un cameriere stretto in pantaloni troppo larghi mi porta subito delle salse.

Quante mosche, che palle!

Ad un tratto vedo sbucare da un angolo un disperato con un cencio addosso. Avanza per la strada stretta rasentando il muro. Ha i capelli a cespuglio, gli occhi allucinati e la mano tesa a chiedere qualcosa. Vuole denaro o… da mangiare. Dico di no e lui, bofonchiando qualcosa e senza distogliere lo sguardo dal mio, afferra la prima ciotolina e ne trangugia la salsa, un liquido rossastro. Alzo la mano per dire qualcosa, non so neppure cosa ma la voce muore in gola quando posa la prima ciotola sul tavolo e afferra la seconda. A base di peperoncino, sicuramente. La mangia con avidità. Posa anche anche questa ciotola e, senza fare un plissé, gira i tacchi e sparisce rapidamente così come era arrivato.

Sono rimasta di stucco tutto il tempo a guardarlo con un misto di incredulità per la sfrontatezza del gesto, e di pietà per la sua misera condizione. Il cameriere mi porta il polpo caldo in un piatto e, mentre si porta via le ciotoline vuote, mi guarda stupito. Il polpo è cotto nel latte di cocco assieme a diverse spezie, c’è di sicuro la curcuma (l’intingolo è giallo), lo zenzero, tanto aglio e profuma di aceto, probabilmente di cocco pure lui. Una sorta di pesce in carpione.

Torno nel bungalow per schiacciare un pisolino assieme a tute le bestiole alloggiate nel mio materasso. Eh si, ho scelto un albergo a cinque stelle, nel senso che dal soffitto si vedono giusto le stelle. Sono all’Hotel Tanamasoandro (credo significhi “Villaggio del sole”). 25 mila franchi malgasci per una stanzuccia-boungalow bucata ma non troppo sporca. C’è anche una finestra che dà sul cortile interno. E’ popolato da polli e gatti. Razzolano e giocano tra le decine di ceste (sobika) sparse qua e là o fanno capolino tra i vestiti appesi a fili tesi.

Ho finalmente iniziato “Le libre de la jungle”, en français, naturalmente! Ah, una buonissima notizia: questa sera ho riacquistato l’uso dell’orecchio sinistro. Bellissima sensazione poter tornare a sentire perfettamente!

Tsara mandry (buon riposo) a tutti!

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POLPO ALLA MALGASCIA

Ingredienti per 2 persone:

1 polpo da 1 kg (ho scelto di prendere quello surgelato per essere sicura della sua tenerezza dopo la cottura)

3 spicchi d’aglio

6 cm di radice fresca di zenzero

origano secco

alloro

1 cucchiaino di semi di finocchio (o di cumino)

1 cucchiaio di curcuma

paprika (dolce o piccante)

chiodi di garofano in polvere

1 limone non trattato

1 bicchiere di latte di cocco (o di latte vaccino)

aceto di miele (o di cocco, o bianco di vino)

brodo granulare di pesce

olio extravergine d’oliva

sale

 

pentola a pressione

1 casseruola

1 grattugia

 

Decongelate il polpo. Mettetelo nella pentola a pressione con 2 foglie d’alloro. Sciogliete 1 cucchiaio di brodo in poca acqua e versate sul polpo. Aggiungete altra acqua sino quasi a sommergere il polpo. Chiudete e mettete sul gas a fiamma vivace. Appena la pentola entra in pressione, abbassate la fiamma e contate 15 minuti. Spegnete e dimenticate la pentola. Non fate uscire il vapore. Non toccate nulla fino a quando la pentola non sarà fredda.

Nel frattempo, preparate la salsa. Pelate lo zenzero e grattugiatelo finemente. Pelate l’aglio e grattugiatelo. Mescolate il mix di zenzero e aglio. Scaldate 1 giro abbondante di olio nella casseruola. Gettate il trito di zenzero e aglio, unite i semi di finocchio, 1 pizzico di origano, 1 cucchiaino di paprika, la curcuma, 1 pizzichino di chiodi di garofano e lo zest del limone. Fate dorare per 1 minuto, mescolando sempre con un cucchiaio di legno. Versate il latte e mescolate. Fate ridurre della metà e spegnete.

Recuperate il polpo. Sgocciolatelo e tagliatelo a pezzi. Rimettete la casseruola sul fuoco. Appena inizia a ribollire, gettate il polpo e mescolate. Dopo 1 minuto spruzzate con qualche cucchiaio di aceto. Spegnete e servite subito. A piacere, cospargete di prezzemolo.

Nota. Ciò che rimane del brodo di polpo, dopo la cottura in pentola a pressione, non gettatelo! Può essere usato in svariati modi: per preparare dei risotti, consommé o per le cotture di altri cefalopodi.

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